Sabino Rociola
Inizia la sua formazione attoriale diplomandosi presso l'Accademia Internazionale di Teatro nel 2020, proseguendo poi il suo percorso con il Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Massimiliano Bruno. Ha arricchito la propria preparazione attraverso numerosi seminari con maestri del panorama teatrale e cinematografico italiano, tra cui Emmanuel Gallot-Lavallée, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Paolo Sassanelli, Manetti Bros., Duccio Camerini, Gianpiero Borgia ed Elena Cotugno.
Il teatro rappresenta il suo primo grande amore e il centro della sua ricerca artistica. L'incontro con Gianpiero Borgia ed Elena Cotugno segna una tappa fondamentale nel suo percorso artistico: sotto la loro guida, approfondisce una visione del teatro come spazio politico, poetico e necessario, riscoprendo la potenza del corpo, della voce e della presenza scenica come strumenti di verità.
Tra gli spettacoli più recenti: "Festa di confine" (2025), "14-24: Matteotti tra le rivoluzioni" (2024), "F.U.S. Fottuti, Utopisti e Sognatori" (2024), e "Antigone. Cerimonia con canzoni" (2023).
In ambito cinematografico, debutta nel 2024 nel film "Campo di battaglia" diretto da Gianni Amelio. È protagonista di diversi cortometraggi, tra cui "Malombra" (2025, regia di Ilaria Meo), "Don't Touch" (2022, regia di Marco Arbia) e "Una serata tranquilla" (2022, regia di Giulia De Cesare).
Attraverso ogni esperienza, costruisce un linguaggio personale fatto di rigore, ascolto e libertà, muovendosi tra teatro e cinema con uno sguardo sensibile e consapevole. Il suo lavoro è una continua ricerca di verità, dove il corpo, la voce e l'immaginazione diventano strumenti per raccontare l'umano nella sua complessità.
